Relatore. Grazie, signor Presidente. Colleghi, noi tre relatori chiederemmo l'autorizzazione a depositare la proposta di modificazione al Regolamento, che è già stampata e, quindi, a disposizione, limitandoci a tre interventi di riflessione e di spiegazione di alcuni aspetti di carattere metodologico che ci hanno guidato in questo lavoro.
Vorrei ricordare sia ai colleghi, sia a chi ci ascolta che questo lavoro, in realtà, è iniziato nel novembre del 2022 con una prima attività necessaria e conseguente alla modifica costituzionale sul numero di deputati, che ci ha visto modificare una serie di quorum che erano indicati numericamente e che necessitavano, ovviamente, di essere riproporzionalizzati.
In seguito, nell'ottobre del 2024, è stata approvata una prima razionalizzazione che vedeva una serie di interventi su cui c'era una larghissima condivisione. Successivamente - e ringrazio il Presidente Fontana per lo stimolo e, penso di interpretare l'opinione anche degli altri colleghi, per la continua e costante attenzione al nostro lavoro -, siamo passati ad una riforma più strutturale.
Forse, i numeri spiegano più di altre valutazioni: siamo intervenuti su 73 articoli, di cui 6 aggiunti, rispetto a un testo attuale di 154 articoli. Quindi, il Regolamento, di fatto, è modificato e integrato per circa la metà.
La mia valutazione è che questa riforma del Regolamento della Camera arriva in Aula dopo questo lavoro che in tutte le fasi e a maggior ragione in questa terza è stato sempre orientato alla ricerca di un equilibrio costituzionalmente e politicamente corretto tra i diversi soggetti che intervengono nel nostro lavoro, nel processo legislativo: la maggioranza, l'opposizione, il Governo, i gruppi parlamentari e i singoli deputati. L'obiettivo che abbiamo cercato di perseguire - ovviamente, la valutazione spetta all'Aula, che è sovrana - è stato proprio quello di ricercare, di sforzarci di ricercare punti di equilibrio. Io non mi vergogno a usare la parola “compromesso”, perché lo considero un punto nobile della politica, quando, ovviamente, è un compromesso non al ribasso, ma è un compromesso nella ricerca della massima condivisione. Questo è quello che abbiamo provato a fare con i gruppi di lavoro e con il lavoro all'interno della Giunta, sempre nel rispetto delle posizioni di tutti, evidentemente, ma alla fine anche il lavoro emendativo - i numeri, da questo punto di vista, sono molto chiari - ha visto respinti veramente pochi emendamenti, anche perché - va detto - alcuni gruppi hanno scelto di accogliere l'invito al ritiro che, era una parte di questo spirito.
Il testo contiene innovazioni - non entrerò nel merito di tutte - credo molto significative, con l'obiettivo di migliorare l'efficacia del lavoro parlamentare e aumentare i tempi per la discussione delle proposte di legge presentate dai deputati.
Vorrei sottolineare che entreranno in vigore interventi di cui si parlava da anni, se non da decenni: uno per tutti, il voto a data certa. Un grande lavoro era stato fatto nella XVII legislatura, ma non arrivò mai a termine, e nella XVIII, di fatto, non si riuscì a fare grandi interventi. Quindi, abbiamo ripreso i gruppi attraverso gli emendamenti e, nel nostro lavoro, si sono riprese questioni che erano veramente molto lontane anche nel tempo. L'abolizione delle cosiddette famose 24 ore di stop dopo la posizione di fiducia, ad esempio - mi limito solo a questo -, si accompagna a uno statuto delle opposizioni con norme regolamentari a tutela dei diritti delle minoranze. Non è soltanto un tema di equilibrio, mi sia consentito, tra maggioranza e opposizione, pur importante, ma credo sia anche un tentativo, se la lettura è complessiva e non di parte, di riequilibrio del rapporto tra potere legislativo e potere esecutivo.
Credo - ed è una valutazione - che si sia, alla fine, arrivati a un buon risultato, maturato in un clima positivo di ascolto e di ricerca di un punto di accordo, nell'interesse comune che credo sia quello che ci abbia guidato, al di là ovviamente delle appartenenze che nessuno rinnega, e che credo sia rappresentato proprio dal rilancio della funzione del Parlamento e del ruolo dei deputati, come motore fondamentale della nostra democrazia repubblicana.
Ultima osservazione: tutto questo impianto riformatore andrà in vigore dalla prossima legislatura; anche questa è stata una scelta che risponde ai criteri che prima ho ricordato perché, mi si passi la battuta, il velo di ignoranza con cui alla fine abbiamo affrontato, per esempio, tutta la questione degli emendamenti, cioè non sapere chi sarà nei ruoli che ho descritto prima, in particolare chi sarà in maggioranza e chi sarà in opposizione dalla prossima legislatura e in quelle successive, ha aiutato a ricercare un giudizio imparziale sulle singole questioni, non condizionato dai ruoli di oggi. Crediamo di aver lavorato con questo spirito, con uno spirito di servizio, mi sia consentito, nei confronti di questa Istituzione e di grande rispetto della Costituzione della Repubblica.